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PreSentimento 26. V-day

Parecchia acqua è passata sotto i ponti di questo presentimento dello scorso anno che scadeva oggi... E' curioso che il politico che ha colto i segnali del grillismo sia Di Pietro e non Veltroni, ma forse sapendo che la società che gestisce i loro due blog è la stessa (così come il grillo parlante di entrambi, Casaleggio) si sarebbe potuto immaginare... comunque è interessante ragionare a freddo sul fenomeno...

Data del presentimento: 14 settembre 2007

In questi giorni non si può non affrontare il tema del V-day e del blog di Beppe Grillo. Non c'è dubbio che l'attività di Grillo negli ultimi anni costituisca uno dei pochi esempi in Italia (forse l'unico) di uso della Rete innovativo, dirompente, fuori degli schemi e anche per questo necessariamente sopra le righe. Ciò spiega e giustifica anche l'uso di un linguaggio non proprio da educande. Il fatto stesso che un blog italiano abbia scalato le classifiche mondiali di frequentazione, figurando stabilmente nei primi 15 già da alcuni anni, lo dimostra ampiamente. C'è anche da aggiungere che questo caso di successo si radica e si esprime attraverso un carattere tipicamente italiano, che è da comprendere e da valorizzare. Grillo infatti ha costruito la sua credibilità partendo dall'essere personaggio televisivo molto popolare, esprimendo un grande talento nella lettura critica della realtà - tipica della tradizione satirica italiana -, e costruendo poi la sua identità di "ex" continuando a battere sugli stessi tasti al di là della televisione, nei suoi spettacoli teatrali e nel suo blog. Il valore della sua esperienza sta quindi tutta nella sua capacità di adattamento nei confronti dei mezzi di comunicazione, ed esprime quindi il meglio della tradizione trasformista italiana riuscendo a ribaltarla: in genere la politica in Italia tende a cambiare i contenuti per conservare le proprie forme (di potere), mentre Grillo cambia le forme (di comunicazione) per difendere i contenuti di protesta e indignazione (che rimangono gli stessi), e per le quali è stato allontanato dalla Tv di Stato. Il presentimento è che oggi ci siano però politici ormai in grado di cogliere il messaggio lanciato dal comico genovese, e che Walter Veltroni riuscirà nei prossimi mesi a cogliere il guanto della sfida, a dispetto delle dichiarazioni di Grillo che ricalcano (ci sembra solo in modo provocatorio) la peggiore tradizione qualunquista italiana (i politici sono tutti uguali...). Come spesso avviene, è un presentimento che diventa anche un augurio.

Data di scadenza: 14 settembre 2008

Commenti

Dall'azione politica di Veltroni nel corso della campagna elettorale del 2007/2008 e dal suo atteggiamento morbido in quanto capo dell'opposizione parlamentare, mi pare emerga un messaggio: oggi non c'è in corso una guerra, per cui non c'è ragione di combattere; lo smorzare i toni, il comportarsi pacato, il mostrarsi gentile, sono funzionali a un'idea di società tranquilla.
Mi pare che una parte dell'elettorato, invece, veda che c'è proprio in corso una guerra culturale, sociale, economica, politica. Se Veltroni ammettesse che c'è da combattere, potrebbe diventare il leader di un movimento dal comportamento pacato e gentile, ma che non rinuncia a essere combattivo. Tale movimento di persone potrebbe persino accettare di combattere senza urlare a squarciagola. Poiché Veltroni non si mostra combattivo, ecco Grillo e Di Pietro. Che hanno toni non pacati.

Guido Tedoldi

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