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PreVisione 132. La seconda vita dei distretti

Gli senari della crisi - a un anno di distanza - sembrano confermare questa analisi...

Data della previsione: 21 aprile 2008 Assistiamo ad una rinascita dei distretti industriali italiani, che hanno cambiato pelle. Ci sono due boom evidenti che hanno compensato gli arretramenti in alcune aree produttive del Paese: il boom delle imprese dell’alimentare e quello della meccanica di qualsiasi genere, in qualsiasi parte d’Italia: è stata questa la vera rivelazione italiana negli ultimi anni. Se si analizzano i dati in profondità si scopre che le tendenze sono precise: la qualità e l’eccellenza produttiva, che abbiamo definito virtuosismo inimatibile, paga laddove è stata resa possibile dalla qualità della filiera. I distretti della calzatura più avanzati e qualitativi come quelli del Brenta – in cui Louis Vuitton ha addirittura delocalizzato costruendo nuovi impianti – registrano crescite a due cifre, mentre altri meno specializzati continuano a soffrire. Settori dell’arredamento che hanno cifre di tutto rispetto, come i mobili della Brianza e quelli di Livenza-Piave in Veneto, continuano a crescere, mentre altri che soffrono come i divani delle Murge al Sud e il distretto della sedia di Manzano in Friuli, non hanno saputo elaborare il lutto dell’esportazione facile. Tanto è vero che anche in questi distretti si distinguono per innovazione aziende leader come Calligaris che registrano una crescita senza precedenti. Ci sono settori dell’abbigliamento moda, come le pelletterie di Firenze o gli occhiali del bellunese, che hanno risultati record, mentre alcuni settori conciari soffrono per mancanza di distintività, come quello di Arzignano. La facile previsione è che la partita si giocherà sempre più sui mercati di sbocco per il made in Italy. Tutto dipenderà dall’ingresso in mercati nuovi: la Russia ad esempio è diventata il primo cliente commerciale delle cucine di Pesaro, un mercato determinante, insieme agli Emirati Arabi, per le vendite di oreficeria, un cliente primario per i mobili della Brianzia e quelli di Livenza Piave che si sono affermati anche sui mercati europei. Con un approccio meno provinciale a questi paesi l’Italia potrà davvero far sventolare la propria bandiera neo-rinascimentale in tutto il mondo, con grande soddisfazione. Data di scadenza: 21 aprile 2010

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