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PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace

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PreVisione 147. La paura e la speranza

1 maggio 2011. E' incredibile come la storia si ripeta…

1 maggio 2010. In questi giorni in cui Tremonti torna alla ribalta per la manovra economica, è interessante rileggere il commento al suo libro di due anni fa, e anche la riflessione sull'incompatibilità tra la sua visione e quella di Berlusconi, esplosa proprio in questi giorni…

1 maggio 2009. A un anno di distanza, e attraverso una delle crisi economiche più dure della storia, la previsione sembrava corretta: Tremonti è stato fedele al proprio testo, ha anticipato i tempi e le ragioni della crisi, ed ha per esempio sostenuto con convinzione la lotta ai paradisi fiscali… il vero tema rimane la compatibilità con la visione del Presidente del Consiglio, ma questa è un'altra storia.

 

Data della previsione: 1 maggio 2008

Interessante, istruttiva e per certi versi sorprendente la lettura dell’ultimo libro di Giulio Tremonti La paura e la speranza. Anche per chi sia fortemente prevenuto nei confronti dell’autore, ben giustificato dalla spocchia che trasuda nelle sue sortite televisive, il suggerimento è quello di riflettere con attenzione sullo sparigliamento delle carte che Tremonti propone nel suo libro, che ha il pregio di essere chiaro, semplice, leggibile anche per i non addetti ai lavori, deciso e incisivo nelle sue discutibili tesi – che meritano comunque di essere discusse. La prima parte del libro, che possiamo definire destruens, spiega come per 20 anni la comunità finanziaria abbia costruito la devastante religione del “mercatismo”: quello che il popolo dei no global dal 1999 – e cioè dalla rivolta di Seattle – descrive e combatte come globalizzazione neo-capitalista, a partire dal libro No Logo di Naomi Klein. Tremonti si dimostra da questo punto di vista come l’ultimo e il più insospettabile dei no global, portando avanti una tesi assai credibile, da un luogo di osservazione privilegiato, avendo frequentato molto più dei no global la comunità tecno-finanziaria, molte volte anche nella veste di ministro. Stupisce solo che nella sua filippica contro il potere finanziario si erga a Don Chisciotte solitario, quando per 10 anni mezzo mondo ha combattuto sostenendo questa stessa tesi. Comunque questi sono dettagli. Ma è nella seconda parte del libro, quella costruens, che viene proposto il vero colpo di scena: la società non si esaurisce nell’economico come Marx e la catena americana Walmart (gli esempi scelti dall’autore sono proprio questi) hanno sostenuto, ma continua a plasmarsi sulla forza delle idee, degli ideali e dei valori. La complicità perversa tra comunismo e consumismo, nel segno comune del conformismo di massa che secondo l’autore avrebbe radici nel 68, deve essere smascherata e ribaltata in una visione dell’Europa rigenerata, in cui ad esempio il finanziamento al terzo settore e al volontariato deve diventare una strategia condivisa. Il tema merita approfondimenti ulteriori nei prossimi giorni, ma intanto la previsione è che l’attuale ministro dell’economia – se sarà fedele a se stesso e non abbiamo motivo di dubitarne – sarà protagonista nei prossimi mesi di qualche coup de theatre che lascerà il segno nella politica italiana. E non in peggio.

Data di scadenza: 1 maggio 2010