PreVisioni e PreSentimenti - PreVisioni e PreSentimenti

PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace

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PreSentimento 144. Ogni giorno gettiamo la nostra opera d’arte

 10 maggio 2011. Questo presentimento di due anni fa viene confermato dal crescente interessante di ciascuno per le proprie forme di espressione creativa. I social network – e in particolare Facebook – hanno esteso a dismisura la possibilità di trasformare la propria vita personale in protagonismo creativo. Nei prossimi anni scatteranno anche a questo proposito nuovi meccanismi di selezione…

Data del presentimento: 10 maggio 2009

Sono stato a visitare la bellissima mostra di Vik Muniz – artista brasiliano sulla cresta dell'onda – al Museo d’Arte di San Paolo (MASP), che conserva il suo fascino di struttura sospesa sulla maggiore arteria di questa città caotica e imprevedibile. La mostra presenta lo straordinario percorso di un’artista-artigiano che con il suo occhio fotografico trasforma l’insegnamento di Marcel Duchamp in una regola di vita: ogni materiale – dalla cioccolata alla spazzatura – ha una sua vita, una sua anima, e può quindi riprodurre il genio e il talento creativo di tutti gli artisti che ci hanno preceduto, riproducendone il punto di vista e dimostrando quanto la copia (di un quadro, di un’opera, di una fotografia) possa essere fertile, rafforzando e nello stesso tempo secolarizzando la storia dell'arte. Assistiamo al capovolgimento virtuoso dell'intuizione di Walter Banjamin quando scrisse L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. Tutto è già stato creato, e tutto può essere nuovamente inventato, attraverso un ready made materico che può riprodurre Botticelli e Andy Wahrol, Manet e Pollock. Tutte le tecniche sono possibili e rilevanti, tutte le scuole contano – dall’informale al dadaismo, dall’happening alla land art – ma nessuna è davvero decisiva quanto la vita e i suoi materiali quotidiani: quanto la polvere e quanto lo zucchero, quanto i giocattoli e i batuffoli di cotone. Straordinaria dimostrazione di quanto l’arte sia ormai la nostra stessa vita, e di quanto ciascuno di noi possa e debba essere autore di sé. Le realizzazioni più emozionanti – accompagnate da video che ne raccontano la certosina realizzazione, attraverso il coinvolgimento degli stessi addetti alla manutenzione – sono quelle realizzate nella più grande discarica di Rio de Janeiro (e del mondo) con materiali di scarto “come vecchi frigoriferi, automobili squassate, copertoni consunti e rottami di ferro” (sono queste le parole di Germano Celant nella sua recensione sull'Espresso…) riproducendo dipinti classici di Guido Reni, e iniettando quindi nelle vene del visitatore il dubbio che gettiamo quotidianamente nell’immondizia la nostra vera e unica opera d’arte… la nostra personale esistenza, giorno per giorno. La previsione è che questa consapevolezza si estenderà a macchia d’olio nei prossimi 5 anni.

 Data di scadenza: 10 maggio 2014