11 maggio 2011. Se parliamo oggi di Tremonti, indichiamo uno dei possibili successori alla guida del governo. Ne è passata di acqua sotto i ponti, l'Europa si è sfaldata, e Obama ha catturato Bin Laden.
11 maggio 2010. Ancora Tremonti, questa volta sull'Europa. Alla luce della crisi greca e delle difficoltà che essa ha creato alla comunità europea per reagire in modo compatto e condiviso, rimane evidente che il punto di equilibrio tra visione socioculturale avanzata ed economia efficiente rimane la grande sfida del nostro continente.
11 maggio 2009. In un giorno in cui si vota per l'Europa, rileggiamo la previsione di un anno fa in cui l'elezione di Obama veniva già data per sicura con un anticipo di 5 mesi...
Data della previsione: 11 maggio 2008
Nella lucida descrizione delle dinamiche globalizzanti, e nell’appassionata perorazione di una Europa al risveglio, Giulio Tremonti cade in alcuni passaggi dedicati alla necessità di Dio, che appaiono davvero fuori luogo, e soprattutto fuori linea rispetto al discorso generale. Il dubbio malizioso è che si tratti di compiacenza nei confronti di Benedetto XVI, che viene citato nella sua celebre frase “Non si può governare la storia con mere strutture materiali, prescindendo da Dio.” (Joseph Ratzinger Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, 2007). Peccato che fino a quel momento Tremonti conduca una riflessione stringente e condivisibile che non sembra avere alcun bisogno di Dio, ma che anzi sostiene la necessità di un nuovo primato della politica, soprattutto per un’Europa che ha perso il coraggio delle scelte: “L’Europa potrà restare in quel nuovo campo di forza che con la globalizzazione è diventato il mondo, solo se si saprà forgiare come identità politica, solo se saprà darsi una visione e solo se saprà dotare questa visione di un potere sufficiente.” Un potere politico tutto temporale, e non certo spirituale. Per il resto la riflessione del libro sembra prigioniera di un paradosso affascinante, soprattutto nella sua analisi sull’Europa: proprio perché - come sostiene Tremonti e noi con lui – l’economia non è tutto, l’Europa avrà grandi opportunità sostenute dalla sua visione culturale e di sensibilità alle nuove qualità: ecologiche, umane, di impegno nel pubblico. Quelle qualità che l’autore sembra non vedere, proprio perché troppo concentrato sull’analisi esclusivamente economica che restituisce un’Europa in grande difficoltà. In definitiva il libro appare prigioniero della sua stessa analisi, mentre l’Europa nella nostra previsione è proprio da qui che prenderà il volo: dalla sensibilità civica dei suoi abitanti che la politica sarà costretta a riconoscere. E’ già avvenuto per i diritti umani, avverrà anche nell’economia e nella finanza, in cui l’Europa tornerà a guidare il mondo aiutando gli Usa di Obama ad uscire dall’impasse pesante che Tremonti descrive con dovizia di particolari.
Data di scadenza: 11 maggio 2014
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