PreVisioni e PreSentimenti - PreVisioni e PreSentimenti

PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace

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PreSentimento 14. Fotografare l’odio e l’amore del Sud

28 luglio 2011. In questi tre anni i riferimenti a una nuova narrazione dell'impresa italiana e in particolare dell'impresa mediterranea si sono moltiplicati. E' possibile che per la data di scadenza – tra 4 anni – si sia davvero costruito qualcosa di nuovo. Intanto l'8 settembre dedicheremo una serata al nuovo asse Milano-Napoli in una serata al Maschio Angioino in cui le due associazioni L'arte della felicità (Napoli) e The Renaissance Link (Milano) proporranno una lettura originale e multidisciplinare della relazione tra queste due città attraverso contributi di pensiero, immagini e musica. 

Data del PreSentimento: 28 luglio 2008

Il bel libro L’impresa forte. Un manifesto per le piccole imprese di Paolo Preti e Marina Puricelli, entrambi docenti alla Bocconi e quindi assai credibili nella loro interpretazione del modello di business per le piccole e medie imprese italiane, sostiene ciò che tante volte è stato ripetuto in questo blog. Il sistema paese italiano non è in declino. Al contrario possiede “un sistema operativo” fondato su valori e competenze che difficilmente potranno essere replicati o riprodotti in altri luoghi e quindi possono contare su un vantaggio competitivo inimmaginabile solo qualche anno fa. Certo, finora lo sviluppo è stato relativo e non sufficiente, e la partita per quanto ancora aperta e solo all’inizio e niente affatto vinta. Per affrontare la sfida della globalità bisognerà attrezzarsi e in particolare rafforzare tre dimensioni che nel libro vengono indicate con chiarezza: cultura, competenza, educazione. Ciò deve avvenire non solo a Nord o nel Nord-est, ma anche nel Mezzogiorno dove qualche settimana fa mi è capitato di partecipare ad un convegno organizzato dai Giovani Imprenditori della Confindustria in Calabria dal titolo emblematico: la bellezza salverà il Mezzogiorno ? La risposta è no, se non si creano le condizioni per poterla riconoscere, rigenerare, rilanciare. Anche lo slogan del convegno We love Sud è bello ma non sufficiente, come i frequenti articoli di La Capria sul Corriere della Sera dedicati all'altra faccia di Napoli. Non basta ragazzi, mi dispiace. Lo straordinario patrimonio di bellezza posseduto dal Mezzogiorno d’Italia va ribaltato come un guanto, adottando le chiavi della cultura, della competenza, dell’educazione. A partire dalle scuole e dalle famiglie, dai bar e dalle piazze, oltre che dai tribunali e dalle imprese. Quello che ho ascoltato e le persone che ho incontrato, a partire da giovani imprenditori che si sono coraggiosamente opposti all’andrangheta, fanno ben sperare, proponendo lo slogan We love Sud. La proposta è allora di costruire su questo slogan una attività articolata che cominci a raccontare perché lo amiamo e quali sono le cose che invece odiamo del Sud. Inviando foto e racconti. E allora forse potremo ricominciare a ragionare. Il presentimento è che finalmente una nuova stagione possa aprirsi: cominciando a produrre nuovi racconti sul Sud, più in linea con le direzioni del cambiamento globale in atto.

 Data di scadenza: 28 luglio 2015