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PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace

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I ragazzi, la scuola, i maestri

Leggo in questi giorni sui maggiori quotidiani nazionali molte considerazioni sulla scuola, le sfide che dovrà affrontare, il rapporto difficile tra studenti e insegnanti. Mi sembra allora importante fornirvi il mio punto di vista. Io credo che la nuova sfida educativa sia antropologica: riportare nella sensibilità dei ragazzi il senso della vita e della morte, il coraggio della sfida e della crescita, affiancando alla straordinaria palestra tecnologica che ciascuno di loro ha la possibilità di attivare, una esperienza di educazione sentimentale che parta dalle relazioni di amicizia, di affetto, di amore. Mettere cioè nuovamente al centro i grandi temi dello stare al mondo, seguendo i quali la loro straordinaria sensibilità di scelta e di intenzione possa essere messa alla prova. La società dei consumi di massa nella sua fase più matura ha in realtà attivato nei propri protagonisti più giovani una velocità e una intelligenza sconosciuta nelle generazioni precedenti: i meccanismi decisionali e la capacità di orientamento nei gusti permette ai ragazzi di muoversi in un paesaggio di stimoli preventivi che aspettano solo di essere messi alla prova sui grandi temi esistenziali. Trasferire la sensibilità per il look e per la dotazione personale di beni materiali, in una capacità di elaborazione dei propri paesaggi interiori, attraverso la musica, il cinema e le altre discipline creative profondamente sintonizzate con la loro temperatura più profonda. Il ruolo che la scuola deve avere in questa nuova sfida educativa è di insegnare attraverso la conoscenza empatica, mai sganciata dal contesto quotidiano e presente, affondato nel mondo delle relazioni umane. Approfondire le piattaforme abilitanti che dalle lingue straniere si estendono a storia e geografia, filosofia e matematica, ma sempre evitando il problema della eccessiva specializzazione e lavorando invece sulle connessioni e sulle trasversalità… Incontrando felicemente il loro orizzonte cognitivo ma continuando a coltivare la responsabilità di essere maestri di vita, di cui hanno più che mai grande bisogno.

 

Commenti

...di cui hanno più che mai hanno bisogno. Non ci sono bisogni materiali da soddisfare, ne spirituali. Solo essenziali. Ed è qualcosa che va oltre il bisogno canonicamente concepito. L'amore non ha bisogno dei bisogni.