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PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace

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Riflessione africana per una nuova crescita

L’Africa Nera e la sua esperienza fanno riflettere. Ci riportano a un confronto tra la nostra condizione esistenziale e le loro condizioni di vita. Attraversando l’Africa Nera capisci da occidentale che è necessario parlare di una crescita di nuova generazione. Insieme alla crescita delle giovani generazioni. Non è un gioco di parole. In Africa capisci quanto sia fuorviante parlare di decrescita: il problema non è opporsi alla crescita, per gli africani ad esempio sarebbe devastante, ma si tratta di qualificarla cercando di recuperare dimensioni che rischiano di perdersi, cercando di saldare tra loro la dimensione psicologica, di felicità individuale con quella economica, sociale e istituzionale. Ci sono momenti in cui la discontinuità storica chiede innovazione di pensiero. Questo è uno di quei momenti. La crescita è il processo che incanala l’energia psichica individuale all’interno del sistema economico, come scrive Mauro Magatti nel suo libro illuminante La grande contrazione, (da cui molti di questi spunti sono tratti) mettendolo al servizio dello sviluppo sociale e umano, e anche per questo la crescita implica sempre una variabile biologica, psicologica, concettuale, spirituale.

"In questa prospettiva, lungi dalle prescrizioni che pretendono di sostenere l’idea secondo cui gli esseri umani debbono iniziare a “desiderare meno”, il problema è riaprire il movimento che anima il cuore dell’uomo libero in rapporto agli assetti istituzionali che contribuiscono a delinearne la forma" scrive sempre Magatti. "In questo modo bisognerà ripensare la natura stessa della crescita, creando le condizioni per una nuova economia psichica, meno dissipativa e distruttiva, più costruttiva e relazionale, capace di riconciliare ciò che è stato separato: economia e società. Il tema al centro della riflessione diventa allora una nuova produzione del valore: intrecciare la domanda di felicità individuale e di autenticità con la sostenibilità ambientale, l’equità e la giustizia sociale, all’insegna di una relazione consapevole. La crescita personale con quella sociale. Ripensare la crescita comporta un nuovo atto di intelligenza, creando nuove condizioni economiche, sociali, culturali e istituzionali." E questo atto di intelligenza può basarsi solo sulla visione di una sinistra rigenerata, lontana dai populismi ma anche dai blocchi ideologici, vicina alla vita reale ma anche in grado di nutrire nuove utopie, come ha sempre fatto, anche se con errori drammatici, naturalmente. Una esperienza immersiva in Africa Nera, visitando villaggi e comunità, sarebbe rivitalizzante per tutta la sinistra europea, che rischia di essere spocchiosa e saccente, senza mai sporcarsi davvero le mani, perdendosi invece nella politica dei salotti o – sul versante contrario – nei ribellismi sterili e negli estremismi da strada. Gli Usa hanno la fortuna di avere Obama, che dall’Africa arriva e che ancora oggi rimane l’esempio più illuminante da seguire.

 

Commenti

io mi considero una mezzosangue: madre nata e cresciuta in africa padre sardo. Non che questo abbia a che vedere con DNA, siano assolutamente italiani, e occidentali. Mi piace molto questa idea: siano nati e cresciuti in un altro continente ma .. siamo dei vostri!quanto mi rassicura questa idea, mi mette al riparo dalle grandi immagini di pericolo del diverso che mi siede accanto...